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February 27 combattenti di ogni clanCombattenti di ogni clan, Nel nostro mondo tanto strano quanto sconosciuto, ci sono combattenti che si ammazzano nel fango, altri che arrivano a migrare ogni settimana per centinaia di Km, ed altri che fanno tutto questo a delle età nelle quali normalmente si sfida a tennis il figlio diciottenne al sabato mattina al circolo, invece che trovare ancora la forza e la volontà di infilarsi un casco, e scendere in un campo da football… Per questo siamo un popolo a parte. Per questo noi siamo diversi e a mio modo di vedere unici. Per questo noi, abbiamo tutti un dovere morale, nei confronti di ogni altro guerriero, che sia esso compagno o avversario, superiore o inferiore, più giovane o più vecchio. Abbiamo un dovere che è fondato sulla nostra unicità e proprio a questa unicità, deve rispetto. Tra poco più di 48 ore, molti di noi si lasceranno avvolgere dal vortice della guerra, di una nuova guerra, mentre altri lo stanno già facendo da un paio di settimane. Quanti sapori, quante sensazioni ogni volta che ciò accade, o è accaduto in passato vero? E’ proprio vera la frase di un vecchio film: “Non tutti, possono giocare a football” Siate fieri dell’onore che vi viene concesso, e sentitevi dei privilegiati, assaporate quel gusto ferroso nella bocca, e lasciate che l’odore della terra smossa e dell’erba tagliata da poco vi riempia le narici, voi guerrieri sconosciuti, senza i clamori dei giornali o le maree di fans assiepati su tribune che non abbiamo mai avuto in vita nostra, e che probabilmente, mai avremo. Siamo guerrieri oscuri, combattiamo nelle tenebre dimenticati dal mondo e dal tempo, e proprio per questo siamo unici. E il dovere di ognuno di noi, dovrebbe saper essere degno di tale privilegio, ma non solamente con la prestazione atletica o la giocata che infiamma i compagni attorno. Il dovere di ognuno di noi, dovrebbe essere innanzi tutto saper rispettare ogni singolo frammento di questa nostra passione, poiché di ognuno di quei frammenti, essa è composta. Siate dunque consapevoli di questo, e teniamoci lontani dagli scempi che ci offrono ogni domenica, altre discipline che dominano la scena a suon di milioni di euro, e che hanno anche la pretesa di essere prese a modello comportamentale. Continuiamo dunque ad essere unici, e soprattutto, diversi da tutti loro. Noi siamo giocatori di football, una casta a parte, e quelli non sanno nulla di noi, ma nemmeno potrebbero comprendere. Siate degni delle insegne e delle armature che portate, e ricordate che quelli che combatterete, intendono onorare le proprie. Siate consapevoli del fatto che si scende in campo per combattere non per odiare, e che irridere, umiliare o essere sleali non porta vittorie, ma solo rancori. Siate coscienti che coloro che sono deputati ad arbitrare i nostri scontri, non sono personaggi venuti li per vessare o disturbare, ma sono a modo loro altri guerrieri che condividono la nostra passione, lo fanno in modo diverso ma non meno essenziale, fanno parte anche loro del disegno, e come tali, vanno rispettati e considerati. Verrà un giorno nel quale ognuno di noi, presto o tardi, dovrà chiudere quel borsone per un ultima volta. A partire da quel giorno, non verrete ricordati per quello che avete vinto. Sarete ricordati per l’ammirazione e la stima che sarete eventualmente riusciti ad instillare nei vostri compagni e nei vostri avversari nel corso dei vostri anni di guerre, e credetemi, in un mondo dove non girano contratti da miliardi e spot pubblicitari, il ricordo e l’onore, è tutto. Le medaglie arrugginiscono, le coppe si coprono di polvere, il rispetto è eterno nelle memorie dei guerrieri. Che gli Dei vi concedano il loro sguardo compiaciuto sui campi di battaglia ove combatterete, e vi diano la forza di essere degni di ciò a cui appartenete. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://vigghe.spaces.live.com/blog/cns!B490F8FB139BA618!378.trak Weblogs that reference this entry
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